"È incredibile come una violazione dei diritti umani debba essere impedita in maniera insolita": così Mario Marazziti, portavoce della Comunità di Sant’Egidio, commenta al Sir il rinvio dell’esecuzione di Michael Angelo Morales dopo il rifiuto di due anestesisti che per motivi etici, non hanno voluto assistere all’inoculazione della sostanza letale. L’esecuzione di Morales doveva avvenire questa mattina nella prigione di San Quintino in California. "È un segnale spiega Marazziti che una fascia sempre più numerosa della popolazione americana sente che la pena di morte è una violazione ai più elementari diritti umani". La presenza degli anestesisti era stata chiesta dagli avvocati difensori di Morales secondo i quali il cocktail farmacologico usato per uccidere il detenuto con iniezione letale, in California e altri 35 Stati, violerebbe l’ottavo emendamento della Costituzione che proibisce le punizioni “crudeli ed inusuali” perché due dei farmaci in questione sarebbero dolorosissimi in assenza di anestesia totale.
Le autorità di San Quintino hanno annunciato comunque per le 19.30 di questa sera, le 4.30 di mattina in Italia, l’esecuzione con un cocktail diverso di farmaci a base di barbiturici. Morales, 46 anni, era stato condannato a morte nel 1983 per lo stupro e l’omicidio della 17enne Terri Winchell.