"Le intenzioni sono buone, ma il rischio di assistenzialismo è sempre presente": è questo il giudizio espresso da padre Giuseppe Carulli, incaricato regionale della Caritas della Basilicata, riguardo al "Programma di promozione della cittadinanza solidale", predisposto, in via sperimentale e su base biennale, dalla regione Basilicata per contrastare la diffusa povertà che si registra in Regione. I beneficiari dell’iniziativa, a fronte di un sussidio monetario integrativo del reddito, si impegnano a seguire un programma di interventi di inserimento sociale ed occupazionale specificamente concordato. Nel servizio dedicato alla questione, che sarà pubblicato stasera su old.agensir.it, anche l’opinione di Michele Plati, avvocato e membro della Caritas di Matera-Irsina: "Va dato atto che la Regione Basilicata affronta, con questo progetto, un impegno finanziario notevole, pari a 41 milioni di euro. Si tratta di un intervento massiccio per affrontare il problema della povertà sul territorio e non con degli interventi a pioggia, ma rendendo protagonisti, oltre ai beneficiari tramite un meccanismo che possiamo definire ‘di liberazione’, anche operatori sociali e parrocchie".