“Ripercorrendo la nostra storia, riandando con la memoria ai momenti più significativi che hanno fatto maturare in noi la decisione di essere cristiani, di vivere per Cristo, il nostro cuore si riempie di gratitudine e di commozione per coloro che ci sono stati padri in questo cammino”. Lo ha detto, stasera, il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, ricordando don Luigi Giussani, fondatore di Comunione e liberazione (Cl), nel primo anniversario della sua morte. Il card. Ruini ha, poi, sottolineato come oggi il movimento di Cl abbia “la responsabilità di raccogliere e di sviluppare l’eredità che il suo fondatore le ha lasciato”, anche se “il pensiero di don Giussani, la sua genialità educativa, l’intelligenza con cui interpellava ogni interlocutore, la sua capacità di riesprimere i dogmi della fede per portarli vicini all’esistenza della gente”, sono “ormai patrimonio della Chiesa e dell’umanità”. Per il presidente della Cei, “l’insegnamento di don Giussani e il suo esempio sono come un lievito che certo non ha esaurito la sua forza, ma darà, in questo tempo dopo la sua morte, frutti sempre nuovi”. Il card. Ruini ha voluto, infine, associare “alla memoria di don Giussani il ricordo di Giovanni Paolo II, che così da vicino accompagnò il movimento e che, nel febbraio del 1982, volle riconoscere l’associazione di fedeli della Fraternità di Comunione e Liberazione, che ne costituisce oggi l’ossatura adulta”.