PENA DI MORTE: DALL’ITALIA APPELLO PER LA LIBERAZIONE DI CONDANNATO A MORTE IN CONGO

Isonzo Zabenge, agente di polizia, è stato condannato a morte da un tribunale militare di Goma, in Congo, per i reati di rapina a mano armata e omicidio. All’epoca del processo, nel maggio 2004, aveva solo 16 anni. Una petizione in suo favore è stata inoltrata dagli iscritti all’Acat (Azione dei cristiani per la abolizione della tortura) Italia, firmata da 729 persone e inviata al ministero della Giustizia della Repubblica Democratica del Congo. "Vogliamo sperare che il governo della Repubblica Democratica del Congo – è l’auspicio di Maria Assunta Zuccari, presidente di Acat Italia – accolga le richieste contenute nel nostro appello, per l’annullamento della condanna a morte di Isongo Zabenge, in quanto appena sedicenne al momento del reato, e voglia prendere un impegno per la totale eliminazione della pena di morte". Secondo il Codice penale militare congolese i minorenni non possono essere sottoposti alla legge marziale. Inoltre, la condanna a morte di una persona di età inferiore a 18 anni al momento del reato viola il diritto internazionale. Nella Repubblica Democratica del Congo, è attualmente in vigore una moratoria sulle esecuzioni da quasi tra anni, anche se le condanne alla pena capitale restano numerose. L’Acat Italia è affiliata alla Fiacat (Federation Internationale de l’Action des Chrétiens pour l’Abolition de la Torture), con statuto consultivo presso il Consiglio d’Europa, l’Onu e la Commissione Africana dei Diritti degli Uomini e dei Popoli.