BIOETICA: MONS. SGRECCIA, L’EMBRIONE È IL "NODO CRUCIALE", "È COMUNQUE UN FIGLIO"

"L’embrione è il nodo cruciale sia per l’antropologia, sia per l’etica, sia per l’epistemologia dell’intera bioetica". Lo ha detto mons. Elio Sgreccia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, aprendo oggi in sala stampa vaticana la conferenza stampa di presentazione del Congresso internazionale "L’embrione umano nella fase del reimpianto. Aspetti scientifici e considerazioni bioetiche", che si svolgerà il 27 e 28 febbraio in Vaticano (Aula nuova del Sinodo), in occasione della XII Assemblea generale della Pontifica Accademia per la Vita. "L’embrione preimpiantatorio – ha ricordato Sgreccia – è l’embrione che attende nei laboratori prima di essere impiantato, quando si pratica la fecondazione artificiale; è l’embrione che viene selezionato e poi congelato; è l’embrione che subito dopo la fecondazione e prima che arrivi all’utero può essere intercettato dalla pillola del giorno dopo, cioè dalla contraccezione d’emergenza; è il frutto della clonazione, dal quale prima vengono prese le cellule staminali embrionali". In tutti questi casi, ha concluso Sgreccia, "l’embrione è, comunque sia, un figlio: un bambino o una bambina, che ha una relazione speciale con i propri genitori e per chi crede ha anche una relazione speciale con Dio".