Il vescovo di Terni ha messo in guardia contro “semplificazioni pericolosissime” ed eccessive come quelle compiute dai teorici dello scontro tra civiltà: “Non a caso il libro di Samuel Huntington è stato preso come manuale dagli islamici per dare una giustificazione teorica alle loro azioni. In realtà il mondo è molto più complesso e lo scontro è anche all’interno delle stesse civiltà, come vediamo in questi giorni in Iraq”. “Il futuro del mondo – ha concluso – o sarà frutto dell’arte del convivere tra diversi o sarà condannato ad un futuro di dis-aggregazioni e lacerazioni”. Alcune esperienze positive di dialogo che provengono dal mondo musulmano sono state presentate poi da Cemal Ussak, vicepresidente dell’Associazione giornalisti e scrittori turchi, che ha sottolineato l’importanza dell’educazione delle nuove generazioni. A questo proposito dalla Turchia è partito un progetto "Per vivere insieme" esteso a 300 scuole e 200 centri culturali in 92 Paesi del mondo, tra cui in Europa, in 38 scuole di 27 Paesi africani e in zone “sensibili” come nei Balcani, nelle Filippine, in Iraq, Afghanistan. In Georgia, ad esempio, dove il 99% degli studenti sono cristiani ma la metà degli insegnanti sono musulmani, ha raccontato, “tutti condividono queste idee di pace, in un dialogo quotidiano che considera nemici solo l’ignoranza, la povertà, il conflitto”.