"Perdono, carità e pace" sono le tre parole necessarie nel dialogo con le altre religioni che i cattolici "debbono recuperare di fronte alle piazze infuocate dagli estremismi d’ogni provenienza". Parole che "provengono da Cristo e dal magistero della Chiesa". Lo scrive Nicola Paparella, direttore del settimanale cattolico della diocesi di Lecce, "L’Ora del Salento" nell’editoriale del numero in uscita. "Non possiamo accettare scrive – che alle violenze degli estremismi si risponda con il dileggio o con il disprezzo, con la provocazione o con le ritorsioni. Dobbiamo avere il coraggio e l’onestà di riconoscere che dal mondo occidentale sono partiti, non uno, ma diversi messaggi di offesa". In un Occidente "sempre più sordo ai richiami dello Spirito sembrerà strano che qualcuno se la prenda per delle vignette satiriche o per il gesto cafone di chi indossa una maglietta blasfema. L’incendio che divampa in Oriente va spento, e per spegnerlo occorre chiedere scusa ed offrire il nostro perdono. Senza condizioni". Secondo Paparella "anche la sofferenza per i nostri fratelli, caduti per gesto proditorio, si deve poter trasformare in una offerta di carità, generosa come quella di chi è caduto da martire, mentre svolgeva il suo servizio missionario in terre lontane. Se davvero vogliamo la pace, dobbiamo testimoniare la carità, celebrare la verità ed offrire il nostro incondizionato perdono, anche a nome di chi continua ad offendere ed umiliare. Dobbiamo chiedere scusa. Subito e a gran voce".