“Il mondo degli affetti parla nello stesso tempo il linguaggio del debito e quello della libertà”, di qui “si può intravedere alla sua radice una domanda di riconoscimento, di reciprocità". Luigi Alici, presidente nazionale dell’Azione cattolica italiana ha avviato così la riflessione sulla vita affettiva al seminario di studio promosso dalla Cei in vista del IV convegno ecclesiale nazionale che si terrà a Verona dal 16 al 20 ottobre sul tema della speranza. Dopo l’intervento di Alici, riferito al primo dei cinque ambiti di testimonianza proposti dalla traccia di preparazione al convegno, Edo Patriarca, portavoce del Forum del Terzo settore, ha offerto alcuni suggerimenti per il secondo ambito dedicato al binomio “lavoro-festa”: “un grande sforzo culturale per riscrivere i fondamentali dell’economia; il potenziamento delle iniziative solidaristiche; il recupero di una responsabilità sociale condivisa e diffusa nei territori locali; la collocazione dei valori solidaristici al centro dell’attività economica”. Paola Binetti, presidente dell’associazione Scienza e vita, ha invitato a riscoprire “la creatività della carità” e a “cercare tempo per gli altri”, adottando, nella quotidianità con uno stile di vita che si interroga sulla speranza. Mons. Gianni Ambrosio, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha ricordato l’importanza di essere “consapevoli dell’immenso patrimonio della nostra tradizione culturale”, mentre Diotallevi ha sottolineato il rischio che “per la comunità ecclesiale, ma anche più in generale, non sia frequente percepire il rilievo per la coscienza cristiana della questione sociale".