"Nell’uomo, in ogni uomo, in qualunque stadio o condizione della sua vita, rispende un riflesso della stessa realtà di Dio". Un "giudizio morale", questo, che "vale già agli inizi della vita di un embrione, prima ancora che si sia impiantato nel seno materno, che lo custodirà e nutrirà per nove mesi fino al momento della nascita". A lanciare un forte messaggio sull’amore di Dio per l’uomo, "sconfinato e quasi incomprensibile", è stato oggi il Papa, ricevendo in udienza i partecipanti al Congresso internazionale su "L’embrione umano nella fase del preimpianto", che si è aperto oggi in Vaticano (fino a domani) in occasione dell’Assemblea generale della Pontificia Accademia per la vita. "L’amore di Dio ha esordito Benedetto XVI non fa differenza fra il neoconcepito ancora nel grembo di sua madre, e il bambino, o il giovane, o l’uomo maturo o l’anziano", perché "in ognuno di essi vede l’impronta della propria immagine e somiglianza" e "in tutti ravvisa riflesso il volto del suo Figlio Unigenito". "Questo amore sconfinato e quasi incomprensibile di Dio per l’uomo ha proseguito il Santo Padre – rivela fino a che punto la persona umana sia degna di essere amata in se stessa, indipendentemente da qualsiasi altra considerazione". "La vita umana è sempre un bene", ha ribadito il Papa, sottolineando che "il magistero della Chiesa ha costantemente proclamato il carattere sacro e inviolabile di ogni vita umana, dal suo concepimento sino alla sua fine naturale".