"La situazione in Sudan è estremamente complessa dal punto di vista religioso, sociale ed economico. Il risultato della lunga guerra civile è pesante: guerriglia, violenza gratuita, atti di vandalismo, distruzione delle strutture, diffusione delle malattie, povertà estrema che condiziona la vita soprattutto delle giovani generazioni. Per non parlare poi del dramma del Darfur che è ancora una piaga aperta e sanguinante". Lo ha dichiarato in un’intervista che appare oggi sull’agenzia Fides (www.fides.org), al rientro dalla sua visita pastorale in Sudan, dal 17 al 25 febbraio, il prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, card. Crescenzio Sepe. "Vorrei ripetere ha detto Sepe – l’appello che ho lanciato durante la mia visita ad un campo profughi nel Darfur, ultima e più dolorosa tappa del mio viaggio. Da lì ho voluto esortare tutte le persone di buona volontà perché intervengano offrendo ospitalità aiuto, assistenza e protezione ai profughi ed ho lanciato un appello alle Nazioni Unite e alla Comunità internazionale: si mettano finalmente in pratica delle azioni decisive per fermare questa orribile situazione. La mia presenza nel campo profughi ha aggiunto – ha voluto dimostrare la solidarietà della Chiesa, che anche in quelle tragiche circostanze, continua a predicare il Vangelo della verità, dell’amore, della giustizia della pace. Dalla visita, ho potuto constatare la gioia della comunità cattolica, l’entusiasmo e la fierezza per la propria fede, anche in quel territorio particolarmente difficile".