Un invito a riscoprire il pellegrinaggio verso il "Volto Santo", custodito nel Santuario di Manoppello, e l’antica pratica delle "stazioni quaresimali", che ha origine nella Chiesa di Roma nei primi secoli. A lanciarlo è mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, nel messaggio indirizzato ai fedeli per la Quaresima. "Più volte sono andato anch’io a contemplare quel Volto", racconta il presule a proposito del pellegrinaggio al santuario di Manoppello, la piccola località sulle pendici della Maiella che custodisce da cinque secoli un’immagine, attribuita a Cristo e "singolarmente corrispondente" alla Sindone, non dipinta né tessuta, ma "impressa per una sorta di esplosione di luce". "La luce che si irradia da quegli occhi spalancati continua il vescovo sembra venire incontro a te che li guardi. Nel guardare ti scopri guardato: ed è sguardo di compassione, di perdono, di tenerezza accogliente". L’esortazione a riscoprire un luogo caro alla devozione popolare, ai cui visitatori il Papa ha concesso l’indulgenza plenaria, è accompagnata da quella a rivalutare la pratica delle stazioni quaresimali, con un "calendario" proposto da mons. Forte a partire da domani, Mercoledì delle Ceneri, per tutti i sabati all’ora vespertina, nelle varie zone pastorali della diocesi.
” “La "statio" era la tappa di un cammino penitenziale, che nel cristianesimo dei primi secoli attraversava tutta la Quaresima. Nei giorni stabiliti,il popolo si ritrovava in un luogo prescelto e da lì, in processione, si recava dove aveva luogo la liturgia eucaristica presieduta dal Papa.” “