Nel suo messaggio quaresimale, diffuso oggi, il Patriarca Sabbah si sofferma poi sul tema della carità: "Tra di noi ci sono molti poveri. Siamo una Chiesa povera che riceve ma dobbiamo ricordarci che abbiamo anche la capacità di amare e di donare. La nostra Caritas Gerusalemme dovrebbe diventare quella di una Chiesa che sa organizzare la carità dei suoi fedeli, ricchi e poveri, per renderli capaci di donare". Una rieducazione che secondo Sabbah, "insegna al cristiano a vivere, anche nel bisogno e nella povertà, la comunione della prima chiesa di Gerusalemme". Ma per far ciò, avverte il patriarca, "occorre sconfiggere l’individualismo, andare oltre le visioni personali, per abbracciare tutta la comunità parrocchiale. Nessuno all’interno di questa deve restare nell’indigenza e nella solitudine". "L’amore conclude garantirà che la nostra fede e la nostra vita di comunione non diventino forme di confessionalismo o di fanatismo aggressivo".