CARICATURE MAOMETTO: AROLDI (UNIVERSITÀ CATTOLICA DI MILANO), "RISPETTARE LE SENSIBILITÀ SENZA LIMITARE LA LIBERTÀ"

Un problema di codici e di comunicazione. Non esprime giudizi sulle 12 vignette incriminate, ma la questione delle caricature del profeta Maometto, che tanta ira stanno suscitando in molti Paesi islamici, evidenzia, ad avviso di Piermarco Aroldi, sociologo dei processi culturali e comunicativi presso l’Università cattolica del Sacro Cuore di Milano, problemi legati a codici e livelli comunicativi. “In questa storia – dichiara in un’intervista al SIR – sono stati usati linguaggi tipicamente occidentali con i quali si è voluto rappresentare l’immagine del profeta in modo satirico. È stato rappresentato un personaggio basandosi su un’iconografia inesistente”. “È noto – aggiunge l’esperto – che la religione islamica proibisce la rappresentazione del profeta Maometto, quando poi questa ha la caratteristica della caricatura allora nasce la reazione, che ha assunto, a quanto si legge, forme incontrollabili”. (segue)