Si celebra domani in tutta Europa con manifestazioni, convegni e tavole rotonde il centenario della nascita di Dietrich Bonhoeffer (4 febbraio 1906 – 9 aprile 1945), pastore luterano, professore universitario, pioniere del movimento ecumenico e militante della lotta contro il regime nazista. Bonhoeffer nasce a Breslavia (allora città tedesca, oggi Wroclaw in Polonia) nel 1906; nel 1931 inizia a insegnare alla Facoltà teologica di Berlino e viene consacrato pastore. In quel periodo inizia l’attività nel nascente movimento ecumenico. Con l’ascesa di Hitler al potere, alla fine del gennaio 1933, la Chiesa evangelica tedesca, cui Bonhoeffer appartiene, entra in una fase difficile e delicata. Molti protestanti tedeschi accolgono l’avvento del nazismo, giungendo perfino a chiedere l’eliminazione dell’Antico Testamento dalla Bibbia e a proporre un “paragrafo ariano”. A tale proposta, Bonhoeffer si oppone fermamente. "L’interrogativo di come vivere per il Vangelo in una società dai parametri ormai atei o miscredenti, si profila ben presto nel giovane Bonhoeffer scrive Cristiana Dobner, carmelitana scalza, in una nota per SIR Europa -. Egli si assume l’impegno concreto nella storia, affronta il rischio del coinvolgimento quando, intorno a lui, la maturità personale e sociale si acquisiva screditando e abbandonando l’ipotesi Dio". La sua attività per aiutare un gruppo di ebrei a fuggire dalla Germania porta alla carcerazione nell’aprile 1943. Nel 1944, Bonhoeffer viene trasferito nella prigione di Berlino, poi nel campo di concentramento di Buchenwald e infine in quello di Flossenbürg, dove viene impiccato.