ADULTI E FEDE: MONS. CAVALLOTTO (VESCOVO DI CUNEO), SÌ A "UN’ONESTA SPERIMENTAZIONE"

"L’impegno ad annunziare il Vangelo della speranza, agli uomini e alle donne di oggi, spesso travagliati dalla paura e dall’angoscia, disorientati dallo smarrimento e dall’insicurezza, è un servizio che i cristiani rendono, non solo ai loro fratelli e sorelle battezzati, ma anche a tutta l’umanità". In questo senso mons. Walter Ruspi, direttore dell’Ufficio catechistico Cei ha impostato il significato del catecumenato per gli adulti al Convegno in corso a Roma sul tema “Il catecumenato nella Chiesa in Italia”, indicando anche i dati del fenomeno in Italia: "Circa 110 diocesi vedono domande di battesimo di adulti ogni anno, tra le quali alcune che attestano un centinaio di persone nelle grandi città, o svariate decine in città e luoghi di media o piccola grandezza". Mons. Giuseppe Cavallotto, vescovo di Cuneo, già docente di missiologia, ha esortato a "ritornare all’insegnamento dei Padri della Chiesa per attuare un nuovo dinamismo di iniziazione cristiana", il vescovo ha aggiunto: "Il catecumenato è stato prima sperimentato e poi codificato: fatto che non ci dispensa da un’onesta sperimentazione di adattamento alla realtà. La Chiesa infatti è chiamata a promuovere itinerari diversificati, perché al centro del servizio catecumenale è la persona da accogliere. Inoltre non bisogna dimenticare che lo sviluppo del catecumenato avviene tramite un ‘contagio missionario’ e la comunità è chiamata ad uscire dal suo ovile".