Anche la pastorale giovanile è chiamata a misurarsi con la cultura. Quattro, per don Giulietti, le piste da seguire: "Innanzitutto è necessario inculturare il Vangelo ripensando l’annuncio dentro le categorie e i linguaggi dei giovani. La cultura, ed è la seconda pista, è un’opportunità di incontro con i giovani fuori dal giro. Le forme di espressività giovanile, così come l’arte, le tradizioni popolari sono da assumere consapevolmente come situazioni missionarie, in cui coltivare l’apertura al Vangelo". La terza strada vede "la cultura come terreno di evangelizzazione". "Il lavoro pastorale ha detto il direttore del Snpg – non ha come destinatari solo le persone e la loro mentalità di fede ma anche la cultura, che va educata ad aprirsi al Vangelo e ai valori cristiani". La cultura quindi diventa obiettivo: "i giovani è stata la conclusione – hanno voglia di fare cultura, di esprimere le loro idee attraverso le diverse forme di mediazione culturale. Vanno però educati a pensare e ad agire in maniera seria umanamente e professionalmente. La coltivazione dei talenti culturali e comunicativi dei giovani appare pertanto come un’ulteriore ambito di interesse".