"Eravamo amici e qualche volta ci vedevamo. In uno dei suoi colloqui mi disse una volta che "dobbiamo essere come l’Agnello immolato". Fu un paragone con il Gesù dell’Apocalisse che mi colpì e che ricordo ancora. Mi veniva sempre in mente quando pensavo a lui perché mi sembra che delinei la sua personalità e il suo modo di pensare e di vivere". Così padre Mauro Pesce, segretario generale dei vescovi turchi, ricorda al Sir don Andrea Santoro il sacerdote italiano ucciso in Turchia. "Qui tutti pensiamo che non sia stato ucciso per motivi religiosi o in riferimento alla famose vignette di cui si parla in questi giorni afferma padre Pesce – Don Andrea essendo a Trabzon, sul Mar Nero ai confini con la Georgia aveva visto il traffico delle ragazze provenienti dlal’Ucraina, dalla Russia e dalla Georgia e aveva cercato di aiutarle. Era riuscito a salvarne qualcuna mandandola qui a Istanbul col bambino e la settimana scorsa era stato ancora qui per parlare coi nostri dirigenti della Caritas nazionale per avviare un progetto di accoglienza. Era programmato questa settimana di andare da lui per mettere a punto questa iniziativa. Pensiamo che sia stato eliminato per questo motivo dalla mafia turca".