“Il dialogo non può essere evitato e bisogna lavorare celermente perché l’elemento violento sia espunto il più presto possibile”. Così il patriarca di Venezia, card. Scola, interviene sulla vicenda delle violenze scatenate nei paesi islamici in seguito alla pubblicazione delle vignette blasfeme su Maometto. In una dichiarazione resa al Sir a margine dell’incontro con i partecipanti del IX convegno nazionale per la pastorale giovanile, svoltosi oggi a Venezia, il patriarca ha sottolineato che “quello che è in atto oggi nel mondo è un meticciato, un mescolamento di uomini e di civiltà di carattere interreligioso ed interculturale”. Il problema per Scola è “accompagnare criticamente questo processo nel quale siamo coinvolti ed eliminarne ogni aspetto violento”. “Senza per nulla intaccare la libertà di stampa – ha aggiunto – credo che queste situazioni si determinano perché la nostra Europa è fatta di uomini impagliati che non hanno più l’energia e l’idea della gerarchia di ciò che conta e dunque della capacità del giudizio prudenziale. San Paolo ce lo dice chiaramente: possiamo mangiare di tutto ma se c’è qualche alimento che mangiandolo scandalizza il mio fratello preferisco rinunciare per prudenza. Un insegnamento che bisognerebbe meditare per la vita”.