“In Ungheria, i cristiani hanno spesso l’impressione che nella legislazione e nella direzione dell’Unione europea prevalga una minoranza anticristiana. Certo può aver contribuito anche la nostra testimonianza debole". E’ quanto scrive il segretario generale della Conferenza episcopale magiara, mons. András Veres, in una nota che apre il numero di SirEuropa da questa sera on line su: old.agensir.it (anche in inglese su Sir quotidiano). Tracciando un primo bilancio ad un anno e mezzo dall’ingresso dell’Ungheria nell’Ue, mons. Veres osserva che nel Paese “è aumentato il numero dei delusi” perché "il governo non aveva informato in maniera adeguata" e per le "condizioni di adesione mai applicate in precedenza". Più in generale, sottolinea, "è ancora assente “quella comunione spirituale che potrebbe creare valori comuni per i popoli d’Europa” e “una comunità priva di valori non può essere né eretta, né mantenuta”.
Eppure, rimarca mons. Veres, “l’unione volontaria di Paesi liberi” rappresenta un’occasione, “per i diversi popoli di rinforzarsi nella propria eredità culturale. Questa è l’unica via per poter crescere e convivere pacificamente. Perciò – conclude – deve affermarsi più intensamente il principio di solidarietà, e va evitata ogni ambizione di egemonia”. Tra i servizi di questo numero di SirEuropa, anche una panoramica sulla formazione degli adulti che chiedono il battesimo.” “