Un ulteriore motivo di preoccupazione è che “si facilita ugualmente la selezione eugenetica in nuovi campi, come quello della produzione del cosiddetto bebè-medicina’, cioè, bambini che nasceranno con determinati fini terapeutici, dopo che gli altri fratelli, inappropriati per quei fini, saranno stati selezionati per la morte nei primi giorni della loro esistenza”. I vescovi criticano anche la possibilità di approvare “la fecondazione di ovociti animali con sperma umano” facendo notare come “gli interessi economici e politici in gioco non stanno permettendo un dibattito sereno su temi di tanta trascendenza come questi”. “Siamo coscienti – ammettono i vescovi – che la nostra ferma denuncia di questa legge può essere presentata falsamente come un pregiudizio religioso di un gruppo sociale contrario all’avanzamento della scienza. Siamo, tuttavia, sicuri che alzando la nostra voce contro la legalizzazione di così gravi attentati contro l’essere umano, compiamo il dovere che abbiamo di annunciare il Vangelo della vita e servire la società”. I vescovi incoraggiano i cattolici a “a prestare questo stesso servizio negli ambiti delle proprie rispettive responsabilità, siano queste politiche, scientifiche, educative o di cittadini responsabili”.