I vescovi spagnoli sono chiari nell’affermare oggi la loro posizione contro la futura legge che permetterebbe di clonare esseri umani a scopi terapeutici. "Non è possibile che deputati cattolici appoggino questa legge col loro voto". Lo ribadiscono in una nota del Comitato esecutivo letta nel pomeriggio, in conferenza stampa a Madrid, dal portavoce della Conferenza episcopale spagnola mons. José Antonio Martínez Camino. Sono quattro le obiezioni alla legge, attualmente all’esame del Congresso dei Deputati (Legge sulla tecnica di riproduzione umana assistita). La prima obiezione è che "le tecniche che soppiantano la relazione personale dei genitori nella procreazione non sono conformi alla dignità della persona e trascinano con sé seri mali per le persone, inclusi gravi attentati contro le vite umane incipienti, cioè, contro i figli". Seconda, che "se non verrà modificata dal Parlamento, questa Legge passerà alla storia come una delle prime al mondo che dà licenza per clonare esseri umani, autorizzando la cosiddetta ‘clonazione terapeutica’”. I vescovi avvertono: "Gli aggettivi benevoli non devono indurre all’inganno. Si tenta di produrre dei cloni ai quali non sarà permesso di nascere". Terzo motivo è che "si permette di produrre embrioni umani come mero materiale di ricerca", facilitando, in questo modo "la commercializzazione, il traffico e l’uso industriale degli embrioni umani". (segue)