Soddisfazione per la chiusura del carcere di Abu Ghraib e speranza che le condizioni dei detenuti possano migliorare sono state espresse oggi al SIR dal vescovo ausiliare di Baghdad, il caldeo Shlemon Warduni. "Ogni decisione volta al bene dell’Iraq e del suo popolo è benvenuta afferma il presule -. La decisione di chiudere il carcere dell’orrore è positiva. Quanto è accaduto in quel luogo non è degno di una nazione civile, che vuole essere e si dice democratica. Sono state compiute azioni vergognose, non rispettose della dignità umana. Non può dirsi cristiano chi compie simili abusi". I 4.500 detenuti di Abu Ghraib saranno nei prossimi tre mesi trasferiti a Camp Cropper. Il tempo di terminare la costruzione di nuove strutture che si affiancano a quelle esistenti che ospitano 127 reclusi, tra cui lo stesso Saddam Hussein. "Speriamo che questo trasferimento coincida con un miglioramento delle condizioni di pena dei detenuti", conclude mons. Warduni, che proprio all’inizio di questa settimana si è trovato coinvolto, senza volerlo, in uno scontro a fuoco senza riportare danni e ferite. "Ho avuto una gran paura racconta ma come mi hanno detto le persone che mi hanno soccorso, aiutandomi ad uscire dalla mia autovettura, la Madonna e questo Cristo che porti sul petto ti hanno salvato la vita. Detto da fratelli musulmani la cosa mi ha fatto molto piacere".