UNIVERSITÀ: MONS. STENCO (CEI), IL "CONTRIBUTO ORIGINALE" DEGLI STUDENTI PER "UNA SOCIETÀ PIÙ GIUSTA"

"Chiamare gli studenti cattolici italiani a testimoniare, con uno stile credibile di vita, Cristo Risorto come la novità capace di rispondere alle attese e alle speranze più profonde che il nostro Paese oggi attribuisce e affida all’Università". Questo l’obiettivo principale del 2° Convegno nazionale degli studenti universitari, che si è aperto questo pomeriggio a Viterbo (fino al 12 marzo), per iniziativa dell’Ufficio nazionale della Cei per l’educazione, la scuola e l’università e del Forum delle associazioni degli studenti universitari. A spiegarlo ai 900 studenti degli Atenei italiani che partecipano all’evento, organizzato in preparazione del Convegno ecclesiale nazionale di Verona (16-10 ottobre), è stato mons. Bruno Stenco, direttore del citato Ufficio Cei, secondo il quale gli studenti universitari sono chiamati a "dare un contributo originale alla costruzione della città" e all’università italiana, assumendosi "pienamente" le loro "responsabilità di cittadini per l’edificazione di una società più giusta e buona nel pieno rispetto della laicità e dell’autonomia delle istituzioni accademiche". "Noi guardiamo all’Università – ha spiegato Stenco – come comunità accademica che, in modo rigoroso e critico, contribuisce alla tutela e allo sviluppo della dignità umana e dell’eredità culturale mediante due risorse: l’insegnamento e la ricerca e ci chiediamo come valorizzare pienamente il concetto di comunità e di affermare nel loro senso profondo quelli di insegnamento e di ricerca. Guardiamo inoltre a una Università che sa garantire ai suoi membri la libertà accademica nella salvaguardia dei diritti dell’individuo e della comunità, entro le esigenze della verità e del bene comune".