EBREI E MUSULMANI: DI SEGNI (RABBINO DI ROMA), "NON DIMENTICHIAMO LA COMUNE DISCENDENZA IN ABRAMO. SIAMO FIGLI DI FRATELLI"

Un saluto nel nome della comune discendenza di Abramo. Lo ha rivolto il rabbino capo di Roma, Riccardo di Segni, al Segretario generale del Centro islamico culturale d’Italia, Abdelah Redouane, e all’ambasciatore Mario Scialoja, direttore per l’Italia della Lega musulmana mondiale che oggi lo hanno accolto nella moschea di Roma. “Un incontro – ha detto il Rabbino – preceduto da una storia molto antica almeno 35 secoli. Il nostro non è un rapporto qualsiasi ma tra figli di fratelli” e "l’antico fratello che ora si affaccia a Roma non può essere ignorato ed è ora per guardarsi in faccia, parlarsi ed aprirsi le porte". A riguardo Di Segni ha messo a disposizione l’esperienza della comunità ebraica, "la più antica nel mondo cristiano per presenza ininterrotta": "conosciamo i problemi di integrazione che vi preoccupano. La trasmissione dell’identità, l’educazione scolastica in rapporto con il sistema pubblico, l’insegnamento della religione e della lingua araba, la formazione delle guide spirituali, la tutela delle norme religiose, le regole alimentari". Temi che "per noi non sono una novità ma una costante della nostra esperienza comunitaria, spesso dolorosa". (segue)