Pubblichiamo la nota SIR di questa settimana
Con i IX giochi paraolimpici si sta concludendo l’appuntamento olimpico di Torino 2006: una splendida vetrina per l’Italia nel mondo. Molto tempo è passato da Cortina 1956 e Roma 1960. L’Italia è cambiata, il mondo è cambiato, è cambiato lo sport e sono cambiate le olimpiadi. Ma ne resta intatto il significato. Anzi, per così dire, dopo un momento di appannamento, il movimento olimpico, ora proiettato verso la Cina e il Canada, per ritornare in Europa nel 2012 a Londra, non smentisce la sua importanza. E’ forse il dato istituzionale più promettente, tra i moltissimi messi in movimento dal crescente sviluppo del sistema sportivo negli ultimi decenni su scala planetaria. Può infatti risultare il possibile elemento regolatore, uno snodo per lo sviluppo di un sistema sportivo rispettoso dei fondamentali valori che lo sport costitutivamente esprime e di cui proprio un sistema mondiale in debito di sostanza etica sembra reclamare l’affermazione.
Il mondo dello sport infatti non è solo uno specchio del più ampio sistema politico, sociale e culturale. Non si limita a riflettere la situazione: esprime anche linee propositive. Così da un lato appare uno dei punti critici, catalizzatore delle molteplici pulsioni di un sistema dello spettacolo e del consumo globalizzato. Ma dall’altro riemergono sempre i valori della persona, legati alla pratica o al sano spettacolo sportivo.Non ha mancato di ricordarlo di recente il Papa. Così da un lato ha sottolineato che le Olimpiadi sono "per tutti un segno eloquente di amicizia e contribuiscano a rinsaldare tra i popoli relazioni di intesa solidale", impegno tanto più urgente "ai nostri giorni, che vedono l’umanità segnata da non poche tensioni e anelante a costruire un futuro di autentica pace". Dall’altro ha insistito sulla necessità di innescare percorsi virtuosi per cui "i valori che lo sport esprime siano purificati ed elevati sia a livello individuale che collettivo". Anche tenendo conto di una ulteriore dimensione, quella spirituale "per riflettere, come l’apostolo Paolo suggeriva ai cristiani di Corinto, sulle indicazioni che dallo sport possono derivare anche per l’agonismo spirituale". Non a caso Benedetto XVI ha scelto di recente la partita Italia Germania per lanciare un forte appello contro il razzismo e le discriminazioni. Questo complesso movimento, questa articolata dialettica vale per le Olimpiadi, ma più in generale per l’intero sistema sportivo, nella sua complessa e varia articolazione: di fronte ad altri imminenti appuntamenti, come i mondiali di calcio, ma anche nella realtà di una pratica sportiva diffusa, che rappresenta un patrimonio prezioso da sviluppare e salvaguardare, in cui i cattolici sono da sempre in prima linea.