“Credenti e non credenti hanno la stessa responsabilità: costruire una società più giusta, equa, solidale”. Questo il pensiero di mons. Vincenzo Paglia, vescovo di Terni-Narni-Amelia, alla presentazione del libro “Dialoghi post-secolari” (ed. Marsilio), nel colloquio con il coautore, il giurista e già presidente del Consiglio Giuliano Amato, svoltosi ieri sera a Terni.. Il moderatore Giancarlo Bosetti, direttore della rivista “Reset”, ha spiegato che il termine “secolare”, è ormai un concetto chiaro, che definisce il Novecento come “il secolo del ‘disincanto’ della ragione”. Il termine “post-secolare”, coniato da Jungern Habermas e accettato dall’allora cardinale Joseph Ratzinger in un incontro con il filosofo, indica la nostra epoca, in cui “si assiste ad un ritorno al sacro e la religione chiede maggiore visibilità e influenza nel dibattito pubblico”. “La religione non è più una devianza nel dibattito democratico”, ha commentato mons. Paglia, che ha invitato i cattolici a “intervenire con più audacia e spessore culturale e tolleranza sui grandi temi del dibattito pubblico”. Ci troviamo “in un crinale storico che richiede un nuovo dialogo e una nuova alleanza tra fede e ragione, scienza, filosofia, politica. Abbiamo bisogno ha continuato il vescovo che fede e ragione riprendano a camminare insieme, nel rispetto delle reciproche competenze”. Con la consapevolezza che “credenti e non credenti, siamo tutti pellegrini in cerca della verità”. Per Giuliano Amato, il dialogo è possibile se cattolici e non cattolici coltivano insieme “il senso del limite, il rispetto della dignità umana e la ricerca del bene comune”.