ANTONIO SANTIN: MONS. RAVIGNANI (TRIESTE) RICORDA A 25 ANNI DALLA MORTE IL VESCOVO "DEFENSOR CIVITAS"

“Un uomo di Dio, un pastore forte e buono che ci ha guidati con mano ferma e sicura, un padre che ci ha amati con cuore grande e ci ha fatto crescere nella fede e nella carità. Ed ancora veglia su questa Chiesa che è stata sua”. E’ il ritratto di mons. Antonio Santin, vescovo di Trieste dal 1938 al 1975, scomparso il 17 marzo 1981. A tracciarlo, in un’intervista al settimanale diocesano “Vita nuova”, il vescovo, mons. Eugenio Ravignani, che in occasione del 25° anniversario della scomparsa di mons. Santin, domani 17 marzo presiederà alle 19 una celebrazione in San Giusto. “La sua passione per la verità e la giustizia, la sua fede semplice e forte, la sua appassionata fedeltà alla Chiesa, la sua preghiera umile e fiduciosa. E un grande amore per il suo sacerdozio”: questi, per mons. Ravignani, i tratti salienti del presule definito “defensor civitatis” per come seppe gestire, si legge in una nota della diocesi, “con intelligenza e amore i difficili anni della guerra e dell’occupazione titina prima, angloamericana poi, ergendosi sempre, uomo di pace, a difesa dell’interesse di Trieste e dei triestini”. Difensore delle minoranze slovene, croate e istriane, “fu intenso il suo impegno per salvare gli ebrei dalla deportazione” e “senza timore denunciò l’odio dei comunisti titini e l’orrore delle foibe” ricorda ancora mons. Ravignani. Un pastore che seppe inoltre avvicinare la Chiesa alla città. “Il suo prestigio personale – conclude mons. Ravignani – gli valse la stima di laici autorevoli".