In vista dell’incontro tra il presidente della Commissione europea Barroso e Vladimir Putin, in programma a Mosca, nel quale sarà definito un nuovo partenariato strategico tra Unione europea (Ue) e Russia, Amnesty International ha chiesto oggi che "la questione del deterioramento della situazione dei diritti umani in Russia venga presa in considerazione da parte dell’Ue". In una lettera al presidente della Commissione, Amnesty International ha sottolineato il ruolo importante dell’Ue in questa fase ma anche "il rischio che trasmetta un messaggio sbagliato se continuerà a non sottoporre alla Russia le proprie preoccupazioni in tema di diritti umani". "Le violazioni di lunga durata non solo continuano ma per certi aspetti sono persino peggiorate, perché alla Russia e’ stato permesso di farlo ha dichiarato Dick Oosting, direttore dell’Ufficio di Amnesty International presso l’Ue -. In un momento nel quale assume un ruolo di primo piano nella comunità internazionale, la Russia dev’essere chiamata a rispondere del proprio comportamento e accettare controlli più stretti, piuttosto che il contrario". Sulla base delle nuove leggi, le organizzazioni della società civile possono vedersi infatti negata la registrazione qualora offendano "la pubblica decenza o i sentimenti etnici e religiosi". Alcuni loro aderenti, secondo l’organizzazione umanitaria, rischiano attualmente il carcere. "I giornalisti continuano a subire intimidazioni e alcuni di loro sono stati arrestati per aver scritto articoli critici nei confronti del Cremlino. Vi sono inoltre crescenti preoccupazioni per quanto accade nel contesto della cosiddetta ‘guerra al terrore’ nel Caucaso settentrionale, da cui arrivano costanti denunce di ‘sparizioni’, torture e detenzioni arbitrarie".