LAVORO FLESSIBILE: FONDAZIONE ZANCAN, SOPRAVVIVONO "I SURFISTI" (2)

La flessibilità è “una questione etica e politica nodale”, con effetti “pesanti e profondi” sulla vita dei cittadini, “in contrasto con la dichiarazione dei diritti della Costituzione”. È il giudizio di Maurizio Giordano, consigliere della Corte dei conti e membro del consiglio di amministrazione della Fondazione Zancan, sulla base dei risultati della ricerca tra i lavoratori “flessibili” presentata oggi a Roma dalla stessa fondazione. “Quando il lavoro è precario, incerto, instabile, sottopagato o dequalificato rispetto alla professionalità – ha aggiunto mons. Pasini – risulta compromessa la dignità della persona”. “I costi sulla qualità della vita sono elevatissimi e – ha detto a sua volta Vecchiato – ne risente la vita di coppia, sempre in crisi per una condizione di instabilità cronica, la maggior parte non riuscirebbe a sopravvivere senza l’aiuto della famiglia, in termini di ospitalità, contributo economico, sostegno psicologico, riconoscimento sociale. Manca anche una rete di sostegno sindacale e sociale" Ad avviso di mons. Pasini ci troviamo in una condizione di “debito differito” e “stiamo allevando generazioni di poveri e sfruttati. E si prospetta un aumento delle patologie neurologiche e psichiatriche per i prossimi anni”. Quali, le proposte della Fondazione Zancan? “Si tratta di attivare politiche di cittadinanza integrate, non soltanto monetarie, ma soprattutto in termini di servizi”, ha detto Giordano. Senza dimenticare la riforma pensionistica, per una “piena tutela previdenziale”.