GERMANIA: AFGHANO CONVERTITO CONDANNATO A MORTE; CARD. LEHMANN, "LA LIBERTÀ DI RELIGIONE È UN DIRITTO UMANO"

Il presidente della Conferenza episcopale tedesca, card. Karl Lehmann, ha rilasciato una dichiarazione a commento del processo contro Adbul Rahman, l’afghano condannato a morte a causa della sua conversione al cristianesimo. “Il processo contro Rahman è un segnale allarmante della condizione in cui versa il rispetto della libertà di religione in Afghanistan” ha dichiarato il cardinale. “Ciascuno ha il diritto di scegliere e vivere liberamente la propria religione. La libertà di religione è un diritto umano generalmente riconosciuto”, ha aggiunto. “Nessuno Stato ha il diritto di influenzare, impedire o addirittura punire le decisioni personali del singolo circa la fede. Piuttosto, esso è tenuto a creare le condizioni per garantire la libertà di religione e un rapporto reciproco contraddistinto dal rispetto”. “Questa – ha affermato il cardinale – è la condizione per una convivenza pacifica all’interno di qualsiasi società. La libertà di religione implica anche la possibilità di poter aderire a un’altra comunità religiosa. La Conferenza episcopale tedesca chiede che i cristiani in Afghanistan possano praticare pubblicamente e liberamente la propria fede e che la conversione al Cristianesimo sia possibile senza discriminazioni. I vescovi tedeschi si impegnano affinché i diritti che godono i musulmani nel nostro Paese vengano riconosciuti anche ai cristiani che vivono in Paesi di religione islamica. Facciamo appello ai responsabili afgani affinché rispettino la libertà religiosa e si distanzino dall’eventuale condanna di Abdul Rahman. Esortiamo il governo federale tedesco a rinnovare i propri sforzi per proteggere la vita di Abdul Rahman e la sua libertà”.