“Il no francese e olandese alla Costituzione e, più in generale, la difficile fase che attraversa l’Ue, segnalano che è mancato un adeguato dibattito e dunque una diffusa convinzione sull’identità europea e sul cammino di integrazione”. Tadeusz Mazowiecki, ex primo ministro polacco, intervenendo al convegno promosso dai vescovi europei, ha insistito sulla “necessità di guardare avanti”, di “riconsiderare il preambolo della Costituzione, citando le radici cristiane del continente assieme alle altre eredità storico-culturali”. “Ciò che serve oggi ha aggiunto è una vera tensione creativa in questa Europa plurale, facendo incontrare popoli e Stati per rispondere alle sfide di oggi”. Durante il convegno, i vicepresidenti, mons. Adrianus van Luyn (Paesi Bassi) e mons. Hippolyte Simon (Francia), hanno ringraziato il presidente Josef Homeyer (Germania), che lascia la presidenza della Comece dopo 13 anni. “Ringraziamo il confratello Josef per la passione e la competenza con le quali si è posto al servizio della Chiesa e dell’Europa”, ha detto Van Luyn, “e siamo certi che vorrà ancora portare il suo prezioso contributo alla Comece”. I vescovi sono riuniti per tre giorni in assemblea, che oggi eleggerà il nuovo presidente, il cui nome verrà reso noto domani pomeriggio. Nell’agenda dei lavori figurano il “rafforzamento del dialogo interculturale e interreligioso” e la definizione di un documento, da pubblicare il 9 maggio (festa d’Europa), sull’avvenire dell’Ue.