Ottimo rapporto con i compagni, molto meno con i propri insegnanti, che nella maggior parte dei casi vengono considerati "insensibili rispetto alle esigenze e al punto di vista degli studenti". La ricerca "Cresce a scuola, il profilo degli studenti italiani" illustrata questa mattina a Torino mostra una realtà a due facce: tra i banchi delle scuole secondarie superiori italiane il 92,4% degli studenti giudica "molto" o "abbastanza" positive le relazioni nei confronti dei propri compagni di classe; molto più contenuta, invece, la quota di chi manifesta buoni legami con i propri insegnanti: solo il 15,6% dice di aver rapporti "molto buoni", mentre uno studente su cinque (il 20,1% del campione) confessa di avere "relazioni problematiche" con i propri insegnanti. Il 59% degli intervistati, infatti, vede nei docenti la "tendenza a non considerare le esigenze e il punto di vista degli allievi", mentre il 49,8% li considera responsabili di "influenza politica e ideologica" e il 40,3% di "incompetenza e impreparazione nella propria materia". Ma non mancano anche i giudizi positivi, visto che il 69,1% degli studenti riconosce al proprio corpo insegnanti "la capacità di relazionarsi con gli studenti" e il 57,1% "la capacità di rendersi stimolanti nel corso delle lezioni". Dunque un quadro in chiaroscuro, "che in ogni caso sottolinea Lorenzo Caselli, presidente della Fondazione per la scuola della Compagnia di San Paolo, partner dello Iard nella ricerca ci deve far riflettere sul ruolo degli insegnanti nella scuola del futuro".