"Una nuova legge regionale sull’immigrazione? E’ una buona notizia, un passo in avanti sulla strada della parità effettiva tra cittadini italiani e stranieri". Commenta, così, in un servizio per SIR Regione, don Fredo Olivero, responsabile della Pastorale dei migranti per la Conferenza episcopale piemontese, l’intenzione della Regione Piemonte di modificare la propria legge sull’immigrazione, ormai risalente a 17 anni fa. La 46/89 sarà sostituita da un nuovo testo di legge "snello e trasversale", che regolerà l’accesso degli stranieri a tutte le principali politiche che fanno capo alla Regione, dalla casa all’istruzione, fino alla sanità. In realtà, per don Olivero non basta: "Le scelte decisive arrivano dalla disciplina nazionale". Ma ciò non toglie che anche la Regione, nell’ambito delle proprie competenze, possa apportare qualche miglioramento significativo: "L’approccio trasversale preannunciato dalla Giunta ci pare interessante osserva don Olivero -, perché va nella direzione di fare di meno ma con più razionalità. Non abbiamo bisogno di mille iniziative, ma di una politica seria e determinata di equiparazione, per la quale tuttavia si renderanno necessarie risorse enormi, fuori dalla portata di una Regione".