Riscaldamento globale e cambiamento climatici, uso delle biotecnologie, rapporto tra teologia ed ecologia: quali responsabilità etiche per la "terra futura"? E’ questo l’interrogativo che farà da sfondo al laboratorio per l’etica e le politiche ambientali che la Fondazione Lanza condurrà il 31 marzo e il 1° aprile nell’ambito della mostra-convegno delle buone pratiche di sostenibilità "Terra futura", in corso dal 31 marzo al 2 aprile a Firenze, nella Fortezza Da Basso. La Fondazione Lanza, che dagli anni ’80 promuove ricerche e studi dell’ambito dell’etica applicata alle politiche ambientali, alla filosofia e teologia, alla medicina, all’economia e alla politica, gestirà alla manifestazione di Firenze tre appuntamenti: il primo, intitolato "Caldo da morire?" (il 31 marzo), partirà dai dati dell’Organizzazione mondiale della sanità sul riscaldamento globale per discutere degli impatti sulla popolazione, derivanti dai cambiamenti climatici quali ondate di calore, siccità, eventi estremi". Si parlerà di come le conseguenze "influiscono in modo negativo sulla qualità della vita" e delle "politiche e misure di adattamento sociale e sanitario da adottare per ridurne gli effetti negativi". Due incontri si svolgeranno invece il 1° aprile, per presentare, rispettivamente nella mattinata e nel pomeriggio, due volumi: uno su "Biotecnologie e cittadinanza", di Giuseppe Pellegrini, sullo sviluppo dei processi di cittadinanza in quest’ambito, e l’altro su "Teologia ed ecologia", di Simone Morandini, per indagare sul rapporto tra riflessione ecologica e sapere teologico, "per rispondere al grido della creazione minacciata".