"Ricordare il passato per costruire con saggezza il presente": è l’invito che i vescovi argentini fanno ai propri fedeli in occasione del trentennale del golpe militare in Argentina, che dal 24 marzo 1976 fino al 1983 portò a una delle dittature più sanguinose della storia. "Questi fatti del passato, che ci parlano di enormi mancanze contro la vita e la dignità umana, il disprezzo della legge e delle istituzioni scrivono i vescovi in una nota che porta la data 15 marzo sono una occasione propizia affinché gli argentini si pentano ancora una volta dei propri errori". Fatti che "generano dolore e tristezza" e che "non devono passare sotto silenzio", accaduti in "un contesto di grande fragilità istituzionale e consentiti da parte delle dirigenza di allora, portando gravi conseguenze che segnarono negativamente la vita e la convivenza del nostro popolo". I vescovi invitano la popolazione a "purificare" la memoria e renderla "fonte di saggezza, riconciliazione e speranza". "Questo spirito di riconciliazione deve animare il presente scrivono mettendo da parte l’impunità, che indebolisce il valore della giustizia, come pure i rancori e i risentimenti che possono dividerci e contrapporci". Per cui, concludono, "se consideriamo la nostra storia come una vera maestra della nostra vita presente, potremmo vivere nel rispetto della legge, rafforzare le nostre istituzioni e consolidare una democrazia fondata sui valori della verità e della vita, della giustizia e della solidarietà, dell’amore e della pace".