“La bellezza, cammino di evangelizzazione e di dialogo” è il tema all’ordine del giorno dell’assemblea plenaria del Pontificio Consiglio della cultura, la prima del pontificato di Benedetto XVI, iniziata oggi e che si concluderà domani, a Roma. Il tema “affascinante e complesso” della via pulchritudinis, ha detto il presidente dello stesso Consiglio, il card. Paul Poupard, nel saluto all’assemblea, è una “via di accesso alla riscoperta di Dio e apre i cuori all’esperienza di Cristo”. La bellezza “favorisce l’incontro tra culture diverse e tra esponenti di diverse religioni, in un tempo caratterizzato dal relativismo filosofico e morale e dall’indifferenza religiosa”. Nell’enciclica Ecclesiam Suam, Paolo VI ha ricordato il porporato aveva espresso la necessità di stabilire un dialogo della Chiesa con il mondo in tre direzioni: in rapporto con i fratelli cristiani separati, con i fedeli di altre religioni, con i non credenti. Un discorso sulla bellezza e sull’estetica teologica, ha detto il porporato, “consente di mantenere il dialogo nelle tre dimensioni, tra loro inscindibili”, come mostra la recente unificazione del Pontificio Consiglio per la Cultura con quello per il Dialogo interreligioso. Infatti, “la via della bellezza è accessibile a tutti”. “Ma non può essere separata dalle vie della verità e della bontà ha ammonito il card. Poupard , poiché esiste anche una bellezza diabolica, che può sedurre al punto da fare rinunciare a Dio e perdere la propria anima. Ma non c’è alcuna bontà nel demonio”. Questa assemblea, ha detto in conclusione il cardinale, intende offrire "una riflessione sui fondamenti teologici di una pastorale della bellezza per una pastorale della cultura adeguata alle sfide dei nostri tempi".