Una cantata su testi scritti da Giovanni Paolo II. Il compositore Ennio Morricone affida alle note, più che alle parole, il ricordo di Papa Wojtyla, a un anno dalla sua morte. “Ho scritto dice al SIR che oggi pubblica le testimonianze sul Papa polacco di Liliana Cavani, Stefania Belmondo e Barbiellini Amidei – una cantata su testi in prosa e in versi del defunto Pontefice. Il titolo della composizione è Canto del Dio nascosto, scelto proprio tra le parole del Papa”. Gaspare Barbiellini Amidei, scrittore e giornalista, da esperto del mondo giovanile, aggancia la memoria di Giovanni Paolo II al rapporto con i giovani e con i media. “Credo che nel rapporto con i giovani la cosa più duratura in Papa Wojtyla sia il fatto che ricordava sempre che i giovani sono qualcosa di cui gli altri hanno bisogno. Il mondo giovanile non è un peso per la società ma una ricchezza. È un’idea moderna come moderna è la pedagogia di Giovanni Paolo II per il quale educare equivale a imparare a educare. Ma il Pontefice è stato un comunicatore fino in fondo. “Ricordo – aggiunge il giornalista – la sua capacità di comunicazione, attraverso il corpo sofferente. Il Papa sofferente – e non è un paradosso – era un Papa gioioso, una sofferenza da guardare in faccia perché dava gioia. Sembrerebbe una contraddizione in una società che non vuol vedere la morte e la malattia. Quella di Giovanni Paolo II è stata una grande comunicazione”. (segue)