Nel pomeriggio di oggi, inizierà a Roma il 1° Convegno internazionale delle teologhe europee “Teologhe: in quale Europa?”, organizzato dal Coordinamento Teologhe Italiane (Cti). Parteciperanno 150 teologhe di 20 paesi del continente. Sul tema della giornata, “Europa plurale: spiritualità, culture, chiese”, interverranno: la presidente del Cti, Marinella Perroni, il presidente della Commissione Cei per la dottrina della fede e arcivescovo di Chieti-Vasto, mons. Bruno Forte, la presidente della Società europea delle donne per la ricerca teologica, Adriana Valerio, la vicepresidente del Forum ecumenico delle donne cristiane europee, Catherine Gyarmathy, la teologa dell’Università di Oslo, Kari Elisabeth Borresen. Il Cti riunisce un centinaio di associati, di cui il 60 per cento teologhe, di diverse tradizioni cristiane, che hanno conseguito un titolo accademico in scienze teologiche, con la finalità di valorizzare e promuovere la ricerca biblica e storica in una prospettiva ecumenica. Intento del convegno é “fare circolare le idee, i progetti maturati in quarant’anni dal Concilio Vaticano II per riconoscere alla teologia il ruolo di interlocutrice attenta alle istanze di trasformazione della vita sociale e contribuire a rendere l’Europa più abitabile”. La difficoltà da superare sono la “solitudine e la marginalità accademica” per uscire, ha detto la spagnola Mercedes Navarro Puerto, da una condizione “di frontiera” tra riconoscimento istituzionale e vita.