” “La Chiesa non vuole "dettare o addirittura imporre un’etica pubblica a tutti i cittadini credenti o meno", ma chiarire "alcuni presupposti essenziali del vivere civile, fra cui in primo luogo il rispetto dell’altro", cardine per un corretto esercizio della "laicità". Lo ha detto Vittorio Possenti, docente di filosofia politica all’Università di Venezia, aprendo questo pomeriggio la prima sessione del Convegno Cei dei direttori diocesani di pastorale dell’educazione, della scuola e dell’università, in corso a Viterbo (fino al 1° aprile) sul tema: "Pastorale dell’educazione e della scuola: le ragioni della speranza". La "questione dell’altro", secondo il relatore, è il "nucleo centrale" del dibattito sulla laicità, e impone la necessità di chiedersi "se l’etica pubblica possa fondarsi sulla libera contrattazione di mani forti che volta per volta decidono l’agenda e le regole da fissare con il gravissimo rischio che i più deboli, i senza voce non siano considerati in questa contrattazione oppure se invece esistano limiti all’esercizio della indifferenziata libertà dell’adulto". "No", dunque, alla dittatura della maggioranza, che pretende di "definire famiglia ciò che famiglia non è", attribuendo alle coppie di fatto e le unioni omosessuali "lo status di famiglia", e cerca di minare la dignità dell’embrione, inteso come "un mero grumo o ammasso di cellule". "Sì", invece, al "ruolo pubblico" delle religioni finalizzato a rimettere al centro la "questione antropologica", in un momento in cui l’invadenza delle "nuove tecnologie della vita incidono sul soggetto, lo trasformano", minacciando la sua identità di persona.” “