” “”Una visione davvero profetica”, quella di Giovanni Paolo II sulla donna, sostenuta da una solida filosofia personalista, una sincera attenzione antropologica e una profonda teologia contemplativa”. A dichiararlo al Sir Paola Ricci Sindoni, docente di filosofia morale all’Università di Messina. L’intuizione di papa Wojtyla, secondo la studiosa, è stata quella di comprendere “che la storia avrà sempre più bisogno di donne” e del “loro genio” che consiste, principalmente, “nella capacità di costruire ponti con l’universo maschile”. Giovanni Paolo II, specifica Ricci Sindoni, “si è adoperato instancabilmente per affermare il principio di un’unica umanità che si esplicita in due forme: il maschile e il femminile. Non contrapposte né complementari, ma, piuttosto, in una relazione di pari dignità e assoluta reciprocità”. Così nella società, auspica Giovanni Paolo II, come nella Chiesa all’interno della quale, spiega Ricci Sindoni “coesistono la dimensione petrina, che ne costituisce la struttura organizzativa, e la dimensione mariana che a questa struttura dovrebbe dare un’anima”. Ma il “genio femminile” posto in rilievo da papa Wojtyla è anche “la capacità della donna di accogliere e custodire qualcosa per consegnarlo ad altri”. “Il linguaggio del corpo femminile, all’interno del quale ha inizio la vita – spiega la docente -, è un linguaggio di custodia e di dono: è, per Giovanni Paolo II, espressione di quell’autentica umanità di cui ha bisogno il mondo per uscire dalla logica maschile dell’autoreferenzialità”. ” “