"Ho avuto molti incontri con Giovanni Paolo II, parecchie volte mi ha ricevuto in udienza privata, la prima volta avevo diciassette anni". Lo racconta, in un’intervista a "Nuovo cammino", periodico diocesano di Ales-Terralba (Or), Simona Atzori, che ha danzato nella cerimonia di apertura delle Paraolimpiadi di Torino e fa parte di un’associazione di artisti che dipingono con la bocca e con il piede, inibiti dell’uso degli arti superiori per incidenti o malattie. Simona ha donato a Papa Wojtyla parecchi ritratti: "Il primo ricorda gliel’ho regalato quando m’invitò a partecipare alla messa nella sua cappellina privata. Mi è stato riferito che lo custodiva nel suo studio personale". Durante il Giubileo del 2000 Atzori ha anche danzato davanti al Papa. "Quella del Giubileo afferma è stata un’occasione unica, irripetibile, non potrà mai esistere un altro momento simile. Concludere il Giubileo con la mia danza, un’armonia indescrivibile". Soprattutto, Simona non può dimenticare l’incontro con il Papa in quella occasione: "Cercò di stringermi le mani che non avevo e, sorridendomi, mi chiese scusa. Il suo abbraccio e le mie lacrime che gli bagnarono la veste, non riuscivo a smettere e gli diedi un bacio. Anche lui mi baciò, asciugandomi le lacrime". Allora, Giovanni Paolo II disse: "Simona, la tua missione è essere messaggera della Luce". "Non lo dimenticherò commenta Attori -: l’uomo più straordinario, un padre, mi ha affidato una missione che io cerco di portare avanti con la mia arte, il mio sorriso, la mia vita".