“Non ci può essere pace tra gli uomini se non c’è pace con la natura: c’è una perversa logica interna che lega ingiustizia, cattivo sviluppo, cultura del dominio e distruzione dell’ambiente”: lo ha affermato mons. Vittorio Nozza, direttore della Caritas italiana, intervenendo oggi all’apertura della mostra-convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità “Terra futura”, in corso fino al 2 aprile a Firenze. La Caritas italiana è presente alla manifestazione con uno stand (dove i giovani possono anche lasciare messaggi attraverso un videobox e utilizzando il blog internet) e un programma culturale che prevede l’organizzazione di incontri e interventi su temi quali l’ingiustizia, le guerre dimenticate, gli esclusi e le periferie. Dai dati di una recente indagine risulta infatti una crescente attenzione per i temi ambientali anche da parte delle Caritas diocesane: su 221 circa 89 di esse (il 32%) promuove attività di attenzione responsabile all’ambiente e di recupero e riciclo di materiali (abiti, mobili, elettrodomestici, ecc.). Mons. Nozza ha citato gli interventi della Chiesa in materia di salvaguardia del creato sottolineando che “mai come in questo momento il destino comune ci obbliga ad un cambio interiore, ad una ‘conversione ecologica’ e ad un rinnovato senso dell’interdipendenza globale e della responsabilità universale”. Rispetto al “che fare?” mons. Nozza ha suggerito di “sviluppare politiche di coesione e di solidarietà”, soprattutto nelle città dove si è più soli e insicuri”.