EUROPA: CONVEGNO TEOLOGHE, NO DI RUSCONI A UN "VECCHIO LAICISMO CHE HA FATTO IL SUO TEMPO"

“Europa: postsecolare o postcristiana?” e “I due Occidenti” sono i temi della seconda giornata del 1° Convegno internazionale delle teologhe europee “Teologhe: in quale Europa?”, a Roma,  oggi alla Pontificia Facoltà Marianum.  Sono intervenuti in mattinata, il commissario per l’istruzione, la formazione, la cultura e il multilinguismo della Commissione europea, Jan Figel, lo scienziato politico Gian Enrico Rusconi, la teologa spagnola Mercedes Navarro Puerto, la biblista inglese Jorunn Okland. “Le nostre società vivono in uno stato di insicurezza morale, che porta le religioni ad offrire il loro aiuto, in particolare su temi connessi alla ‘natura umana’, dalla biotecnologia alla concezione della famiglia, alla condotta sessuale. Qui nasce una nuova sfida per la laicità”, ha detto Gian Enrico Rusconi. La posta in gioco, ha continuato il docente torinese, è il “ruolo delle religioni nel determinare l’etica pubblica”. In questa situazione, “i laici sono spesso in difficoltà, a livello culturale e politico. Anche perché spesso accettano il luogo comune secondo cui la distinzione tra laico e non laico sia quella tra non credente e credente”. Per Rusconi, invece, “il vecchio laicismo indifferente o ignorante di cose religiose ha fatto il suo tempo”. E “non si tratta di una rivendicazione o di una contestazione culturale e scientifica”, perché “è in gioco l’etica pubblica, cioè, la determinazione di regole valide per tutti, credenti, non credenti e diversamente credenti”