Il 54% degli italiani ritiene che le donne in politica siano discriminate e il 66,6% si dice favorevole all’introduzione delle “quote rosa” poiché ritiene che “l’imposizione per legge di un determinato numero di posti riservati alle donne sia l’unico modo di garantire una certa presenza femminile in politica”. Il 16,1%, invece, esprime il proprio disaccordo verso la loro introduzione, convinto che “le donne debbano conquistarsi le cariche pubbliche al pari degli uomini”. E’ uno dei dati emersi dalla fotografia della condizione femminile in Italia, scattata dall’Eurispes alla vigilia dell’8 marzo. Per il 62,9% degli intervistati, l’introduzione delle quote rosa sarebbe “solo l’inizio per creare pari opportunità tra i sessi in ogni ambito", ma solo il 37,1% del campione interpreta l’espressione “pari opportunità” come “libertà di scegliere il proprio posto nella società, senza ostacoli derivanti dal sesso". Quanto alla parità tra i generi, il 68,2% degli italiani sostiene che il ruolo dell’uomo e della donna all’interno della famiglia dovrebbero essere intercambiabili: una convinzione che, osserva l’Eurispes “è sorprendentemente più diffusa” tra gli over 65 (76,8%), mentre “è inferiore alla media fra i giovani di età compresa tra i 25 e i 34 anni”. Solo 2.404, secondo la ricerca, gli asili nido pubblici, il 58,8% dei quali al Nord; un numero che lascia senza risposta il 32,7% delle richieste e che, commenta l’Istituto, “frappone ancora troppi ostacoli, soprattutto al Sud e nelle isole, al diritto delle donne di essere madri e lavoratrici”.