CONSULTA ISLAMICA: BRANCA (CATTOLICA), “IL CONFRONTO È UTILE. LE DICHIARAZIONI SONO SOLO UN PRIMO PASSO”

“Non mi stupisce che nella Consulta emerga una linea più ‘rivendicativa’ che cerca soprattutto spazi e visibilità, accanto a una linea che mira più decisamente all’integrazione. Mi pare naturale e utile che anime diverse dell’islam organizzato nel nostro Paese si confrontino”. E’ il commento, rilasciato al Sir, di Paolo Branca, docente di lingua araba all’Università cattolica di Milano, al documento approvato ieri dalla Consulta per l’Islam italiano”. Nel testo, che recepiva le proposte dal presidente delle donne marocchine Souad Sbai, si condanna “la strumentalizzazione dei valori religiosi a fini politici che spinga all’odio”, si auspica che “la pace e la democrazia si affermino nei Paesi musulmani” insieme al riconoscimento di Israele”. “Tuttavia – aggiunge l’esperto – le dichiarazioni di principio sono soltanto un primo passo e non mi soffermerei troppo a polemizzare su questo tipo di manifestazioni d’intenti, preoccupandomi piuttosto che nella concretezza delle situazioni quotidiane siano incoraggiate e valorizzate le esperienze più valide e promettenti ai fini dell’integrazione”. “Sulle parole si può stare a discutere all’infinito, trovando magari dei compromessi formali per accontentare un po’ tutti – conclude -. Nell’azione mirata sul territorio è più facile superare steccati ideologici e collaborare per la soluzione di questioni oggettive che si affronteranno preferibilmente e con maggiore efficacia con quanti si dimostreranno in pratica più disposti a collaborare in una sincera prospettiva in favore del bene comune”.