CONSULTA ISLAMICA: FERRARI (UNIVERSITÀ MILANO), “CHIARIRE IL RUOLO DELL’ORGANISMO”

“Espressioni condivisibili ma non credo che la funzione della Consulta islamica sia quella di lanciare dichiarazioni di tipo politico. Il suo ruolo dovrebbe essere quello di organo tecnico utile ad affrontare i problemi concreti della comunità musulmana in Italia”. Silvio Ferrari, docente di diritto ecclesiastico e canonico all’università di Milano ed esperto di diritto islamico, esprime soddisfazione per principi contenuti nel documento diffuso ieri dalla Consulta islamica ma avverte della necessità di chiarirne il ruolo. “Essendo all’inizio del loro lavoro – dice al Sir l’esperto – appare comprensibile che i membri che la compongono si siano ritrovati intorno ad ampie dichiarazioni di intenti però è importante che il ruolo della Consulta sia quello di provvedere ai problemi concreti delle comunità”. Si tratta, per Ferrari, di “mettere a fuoco due o tre problemi prioritari e formulare proposte che siano fattibili sul piano politico e pratico”. E cita per esempio “l’alimentazione differenziata” una proposta che si presta ad “essere risolta anche in modo arricchente per tutti se inserita nel quadro più ampio dell’educazione e della cultura alimentari”. Altra questione è “la formazione degli imam”, basata “anche sull’apprendimento della lingua e sulla conoscenza basilare della cultura del nostro Paese. Qualcosa di simile lo sta facendo il Governo francese, senza interferire nell’aspetto religioso”. Giudicate, infine, eccessive “una norma che preveda i sermoni degli imam in italiano” e la richiesta dell’Ucoii di “rivedere i libri di testo nelle parti riguardanti l’islam”.