TESTIMONI DEL XX SECOLO: MADELEINE DELBRÊL, UNA VITA AL SERVIZIO DEI POVERI, IN DIALOGO CON L’ATEISMO

È il simbolo dell’incontro e del dialogo possibile tra ateismo e cristianesimo nel servizio ai poveri la vita di Madeleine Delbrêl (1904-1964), poeta, assistente sociale e mistica francese, con un processo di beatificazione attualmente in corso a livello diocesano. La sua storia e la sua testimonianza è stata raccontata oggi a Roma – in un seminario di studi sulla sua figura promosso dalla facoltà di scienze della formazione dell’Università Lumsa (Libera università M.SS.Assunta) – da Suzanne Perrin e Francette Rodary, compagne di Madeleine Delbrêl e continuatrici della sua opera tra i poveri delle periferie francesi. Nata in ambiente borghese e scristianizzato, a 15 anni la Delbrêl si definiva rigorosamente atea, al punto da scrivere un testo nel quale affermava: "Dio è morto, viva la morte", elencando tutte le sue convinzioni in materia. "Ma non era una ragazza depressa, amava molto la vita, la danza, era quasi fidanzata con Jean, che un giorno all’improvviso decise di diventare religioso domenicano", ha raccontato Suzanne Perrin. Questa decisione sconvolse la sua vita, iniziò a pregare e a frequentare un gruppo di amici cristiani che la costrinsero a pensare e ad interrogarsi. Avvenne qui la sua conversione, "ragionevole ma violenta", che lei descriverà più tardi come "un momento di luce intensa, di accecamento, di grande felicità". Per non lasciare la madre sola rinunciò ad entrare in Carmelo e decise che il mondo sarebbe diventato "il suo monastero". (segue)