Il "Registro nazionale dei centri di fecondazione assistita", la cui nascita è stata ufficializzata oggi da parte dell’Istituto superiore di sanità, è salutato dall’associazione "Scienza e Vita" come "un primo passo in avanti nella giusta direzione e un primo importantissimo frutto della legge 40". Lo scrive Edoardo Patriarca, portavoce dell’associazione, nella nota diffusa questa sera, in cui aggiunge: "Dai dati che emergono in questo primo rapporto e da quelli che emergeranno in futuro ci attendiamo che la comunità scientifica possa trarre giovamento per conoscere meglio i problemi della fertilità e per rendere le pratiche di fecondazione sempre meno invasive e rischiose per la salute delle donne". "Certo è prosegue la nota – che l’istituzione del registro, prevista dalla legge 40, aiuterà a fare chiarezza su tali tecniche e favorirà chi opera seriamente in questo delicato campo, che ha importanti risvolti bioetici, psicologici e anche sociali. Sulla precisione nella raccolta dei dati, infine, crediamo che si potranno avere benefici effetti dall’emergere alla luce del sole di tutti gli operatori del settore. Esso, prima della legge, si trovava conclude Patriarca – in una situazione di incertezza che non giovava a nessuno e che oggi si va finalmente superando".