È dedicata al dibattito sui Pacs (patti civili di solidarietà) in Italia l’edizione monografica di SIR Regione, disponibile in formato *.pdf nella sezione rinnovata nella grafica – di Agensir.it, dedicata alle Regioni. Secondo i più recenti dati Istat sono 555mila le unioni more uxorio, un numero che è raddoppiato in 10 anni, mentre negli ultimi 20 anni le unioni libere sono passate ad essere dall’1,3% al 3,9%. L’esperienza giuridica italiana vede riconosciuta alla famiglia di fatto una limitata efficacia in alcuni settori specifici. Proprio durante Legislatura appena conclusa, è fallito il tentativo di introdurre una nuova disciplina in materia di unioni di fatto. A livello locale sono state adottate delle soluzioni alternative per ottenere qualche forma di riconoscimento del fenomeno. Tra queste iniziative assumono rilievo quelle dirette all’istituzione dei cosiddetti registri comunali delle unioni civili, gran parte delle quali, però, non hanno avuto alcun seguito a causa della mancata istituzione del registro delle unioni civili o dell’annullamento da parte dei comitati regionali di controllo delle relative deliberazioni comunali. Del resto, risulta molto scarso il numero delle coppie che si sono iscritte nei registri comunali esistenti. Allora, tanto rumore per nulla? Dall’analisi registrata nella quasi totalità delle Regioni italiane (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna) sembrerebbe proprio di sì: più che di Pacs, c’è urgente bisogno di politiche serie di sostegno alla famiglia.