ELEZIONI: NOTA SETTIMANALE

Pubblichiamo la nota SIR di questa settimana
Con 19.001.684 voti, contro i 18.976.460 della Casa delle libertà, l’Unione si aggiudica il premio di maggioranza alla Camera. In termini percentuali fa lo 0,066, pari a 25.124 schede. Se i conteggi e i controlli in corso confermeranno questo dato, tenuto conto che al Senato la Casa delle Libertà ha ottenuto 428.129 voti e un seggio in più e i risultati della circoscrizione esteri di fatto confermano il sostanziale pareggio, gli elettori, che sono affluiti in gran numero alle urne (83,6%) hanno consegnato, nella loro grande saggezza, un compito complesso, delicato e creativo alla classe politica.
All’Unione innanzi tutto, che deve trasformare il programma elettorale in programma di governo. Lo schieramento che aveva indicato Romano Prodi come presidente del Consiglio infatti al Senato ha una maggioranza aleatoria (pure conteggiando i senatori estero e i senatori a vita); alla Camera, dove invece ha incassato – salvo la verifica in corso sulle schede annullate o contestate e qui conteggi – il premio di maggioranza, la sua componente centrale, l’Ulivo, è giunto al di sotto della soglia del 33% indicata come quella di un buon successo dal suo fondatore, mentre è evidente il modesto risultato della Rosa-nel-pugno dagli accesi toni laicisti.
Per tutti è tempo di senso di responsabilità nei confronti del Paese, dei suoi valori profondi, della sua identità. Responsabilità fa rima con governabilità, che è il vero nodo. A proposito di governabilità ovviamente il discorso si allarga alla Casa delle Libertà ed al suo fondatore, Silvio Berlusconi: le diverse componenti dello schieramento di centro-destra sono uscite bene dalle urne e dalla lunga rimonta: è prevedibile un atteggiamento attendista. La prima mossa spetterà infatti all’Unione, proprio a partire dall’agenda dei prossimi giorni. Il tono politico della XV legislatura si comincerà a chiarire proprio attraverso le tappe istituzionali: ci saranno da eleggere i presidenti dei due rami del Parlamento e soprattutto il Presidente della Repubblica. L’altissima partecipazione ed il sostanziale pareggio dei voti espressi da un elettorato ancora una volta refrattario ad essere eterodiretto da veri o presunti maestri di pensiero o di opinione, di fatto autoreferenziali, mette ora alla prova la capacità e la qualità degli eletti. E conferma alcuni dati strutturali che compaginano la società italiana, per cui un sistema politico anche conflittuale deve poggiare su un tessuto condiviso di valori. Sono quei principi "non negoziabili" della famiglia (quella dell’articolo 29 della costituzione, ovviamente), della vita, della libertà educativa e più ampiamente "quei contenuti irrinunciabili, fondati sul primato e sulla centralità della persona umana, da articolare nel concreto dei rapporti sociali", al cuore dell’identità italiana. Proprio la fedeltà a questa identità può essere per tutti una base sicura su cui operare con pazienza, con lungimiranza, con grande equilibrio e grande apertura al futuro.